I 300m e i 1000m nel pattinaggio di velocità

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In questo articolo parleremo di pattinaggio velocità a rotelle. Un riassunto dei punti principali della mia tesi specialistica in Scienze Motorie. Per visualizzare la tesi completa di tutti i dati, risultati, grafici e analisi procedete al download del file posto al termine dell’articolo.

Introduzione

Nello sport, lo studio delle caratteristiche fisiologiche dell’atleta e dell’analisi biomeccanica del gesto sono fondamentali per comprendere la prestazione e i fattori che la determinano. La conoscenza di quanto accade durante una prestazione sportiva è fondamentale per la programmazione dell’allenamento e per lo sviluppo delle caratteristiche tecniche e tattiche dell’atleta. Oltre a ciò, l’analisi di come questi parametri si modificano nelle differenti specialità di uno stesso sport è fondamentale per la costruzione di un modello prestativo funzionale.

Sono infatti numerosi gli studi in letteratura realizzati con lo scopo di confrontare una o più di queste variabili, citiamo ad esempio:

  1. Arcelli E., Le concentrazioni di lattato nelle prove di corsa e in altre disciplinesportive. Atlet. Studi, vol. 2/95, pp. 134–137, 1995.
  2. Arellano R., Brown P., Cappaert I., and Nelson R.C., Analysis of 50, 100 and 200m. Freestyle swimmers at the 1992 Olympic Games. Journal of applied biomechanics. vol. 10, pp. 189–199, 1994.
  3. Reardon J.C., Optimal pacing for running 400m and 800m, presentato ad American Journal of Physics 2012.

Le gare, oggetto di questo studio, sono i 300m e 1000m su pista. Queste due competizioni si svolgono con differenti modalità:

  • 300m, il concorrente percorre con partenza da fermo e individualmente l’intera distanza di gara con lo scopo di realizzare il tempo più basso possibile.
  • 1000m, è una gara di gruppo con partenza da fermo in cui gli atleti, divisi in batterie di qualificazione, si sfidano per conquistare il passaggio al turno successivo sino a raggiungere la finale. Al turno successivo accedono i vincitori di batteria più i migliori tempi di qualificazione.

Scopo dello studio

Scopo del presente studio è quello di investigare le differenze prestazionali sui 300m e i 1000m del pattinaggio di velocità a rotelle su pista. Attraverso l’analisi di alcune caratteristiche fisiologiche e biomeccaniche degli atleti appartenenti alla categoria seniores maschili. Verranno inoltre indagate possibili correlazioni tra parametri fisiologici, biomeccanici e prestazione.

Materiali e metodi

Lo studio si è svolto sul percorso del pattinodromo Lorenzo Brioni, Polisportiva Bellusco sezione pattinaggio (lunghezza = 200m; raggio di curva = 15m; pavimentazione Durflex® 101, Monsano, Italy). Sono state analizzate le performance di un campione di otto pattinatori sui 1000m e di un campione di dodici pattinatori sui 300m i cui dati sono riportati in tabella 1.

La procedura di esecuzione individuale del test si articola con le seguenti modalità (figura3):

  1. Rilevazione dei dati antropometrici;
  2. Riscaldamento atletico della durata di 10 minuti al termine del quale troviamo un periodo di cooldown di 3 minuti;
  3. Test per valutazione la forza degli arti inferiori si utilizza lo Squat Jump (SJ), con due prove e recupero di 3 minuti;
  4. Riscaldamento specifico sui pattini di 10 minuti a cui è seguito un periodo di cooldown di 3 minuti;
  5. I rilevamenti post prova vengono eseguiti nei 10 minuti successivi al termine della prova cronometrata;
Scansione temporale individuale del protocollo

Parametri analizzati

  • Tempo totale sui 300m-1000m e tempi parziali ogni 100m e giro di pista;
  • Parametri biomeccanici:
    • Ampiezza e frequenza della pattianta;
    • Durata settori tecnici, accelerazione, curva e rettilineo;
  • Tempo e parametri biomeccanici al passaggio dei 300m nei 1000m;
  • Percezione dello sforzo e del dolore;
  • Parametri fisiologici e metabolici
    • Concentrazione di lattato ematico (Lactate Pro LT-1710, Arkray, Japan) dopo 1 – 3 – 6 minuti dal termine della prova cronometrata ed eventuale rilevamento al minuto 10, alla ricerca della massima concentrazione di lattato;
    • Glicemia tramite valutazione della glicemia capillare pre e post prova;
  • Frequenza cardiaca;
  • Capacità di salto, eseguita utilizzando barre ottiche (Optojump, Microgate, Bolzano, Italy; accuracy ± 0.001s) in grado di determinare con precisione tempo di volo e altezza raggiunta dai salti Squat Jump (SJ);

Risultati

L’analisi dei risultati ottenuti ha evidenziato numerose differenze a livello fisiologico, percettivo e biomeccanico tra i 300m e i 1000m del pattinaggio di velocità a rotelle.

Parametri biomeccanici sul totale delle prove e pacing

I parametri di ampiezza e frequenza globali delle due distanze differisco significativamente. In particolare risulta una maggior ampiezza nei 1000m rispetto ai 300m e maggior frequenza nei 300m rispetto ai 1000m. Questo dato è in accordo con quanto evidenziato da studi realizzati in altri sport [2][25], ovvero ad un aumento della distanza di gara corrisponde un aumento di ampiezza e una diminuzione di frequenza.

La gestione dei settori tecnici nelle due distanze risulta differente sia nella totalità dei dati sia nei dati normalizzati escludendo l’accelerazione. Nei 300m si ha la tendenza a percorrere più curva rispetto ai 1000m con conseguente aumento della percentuale di rettilineo nei 1000m e riduzione nei 300m. I dati relativi a percentuale di curva e rettilineo, considerando le due prove in modo integrato, risultano correlati con il picco di lattato, con l’ampiezza totale e con la frequenza totale delle prove.

Andamento settori tecnici nelle due prove

Parametri di performance e biomeccanici ai 300m

Le differenze significative rilevate, in merito alla durata temporale di ogni settore dei primi 300m delle due prove, ha evidenziato come i 300m siano notevolmente più veloci dei primi 300m dei 1000m. La differenza di velocità, evidenziando che i primi 300m dei 1000m sono più lenti in ogni settore del 10% rispetto ai 300m. Questa differenza è dovuta alla differente gestione di gara. I 300m sono una gara di tipo all-out e l’atleta si esprime al massimo sin dalla partenza, mentre nei 1000m distribuisce lo sforzo secondo un pacing specifico al fine di realizzare il miglior risultato possibile.

Parametri fisiologici

Dall’analisi dei dati fisiologici è emersa una significativa differenza tra il picco di lattato delle due prove. Il dato risulta maggiore nei 300m rispetto ai 1000m ed in entrambe le prove correlato positivamente con la frequenza media della prova. Questa differenza di lattato tra le due prove è quindi legata ad una frequenza maggiore riscontrata nei 300m. Come dimostrato da Weiss M., et. altri nel 1988, nel nuoto aumenta il lattato all’aumentare della frequenza di bracciata, è auspicabile che questa tendenza sia riscontrabile anche nel pattinaggio di velocità a rotelle. Inoltre la maggior frequenza rende il gesto più esplosivo, coinvolgendo maggiormente le fibre tipo IIb a sistema prevalentemente glicolitico.

Capacità di salto

Per quanto riguarda la capacità di salto (SJ), si è evidenziato un calo nella capacità di salto post-esercizio con significativa differenza tra le due distanze. Il calo più marcato si è rilevato nei 1000m rispetto ai 300m. Questo calo è causato da una maggior fatica muscolare nei 1000m. Fatica legata al ridotto flusso ematico agli arti inferiori, tipico del pattinaggio, condizione prolungata nei 1000m rispetto ai 300m. La massima capacità di salto (salto pre-prova) non ha evideniato differenze significative tra i due gruppi e risulta correlata, in entrambe le distanze, positivamente con la percentuale di tempo trascorso in curva e negativamente con la percentuale di tempo trascorso in rettilineo. Da questa correlazione possiamo evincere che gli atleti più forti tendono a stare più tempo in curva rispetto ai più deboli, privilegiando la tecnica di passo incrociato rispetto alla tecnica di spinta in rettilineo. È invece stata rilevata, solo nei 300m, una correlazione negativa tra la capacità di salto pre-prova e il tempo finale. Quest’ultimo dato conferma, quanto espresso da Felser S., et. altri nel 2016, riguardo l’importanza della forza degli arti inferiori nel miglioramento della performance nel pattinaggio nelle prove di breve durata.

Conclusioni

Dai dati emersi in questo studio possiamo affermare che i 300m e i 1000m su pista del pattinaggio di velocità a rotelle, presentano tra loro notevoli differenze dal punto di vista fisiologico, biomeccanico e di gestione del pacing. Nonostante queste differenze, alcuni parametri come la percentuale di curva e la capacità di salto sono un fattore comune al miglioramento della prestazione, in entrambe le distanze.

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